Violenza sessuale e ipnosi: i media ci aiutano a capire?
Recentemente, l’accusa di violenza carnale ed atti di libidine a danno di pazienti affette da disturbi alimentari, riconosciuta dalla sentenza della Corte d’Appello, che ha comminato 5 anni e mezzo di reclusione al Prof. Aldo Antonino Sodaro, porta in primo piano un tema che ci sta molto a cuore. La notizia, non tanto nel merito della sentenza e dell’accertamento dei fatti, quanto nel metodo con cui viene diffusa dai principali organi di informazione, induce ad un gran numero di mistificazioni: sia i titoli della televisione (“Con l’ipnosi abusava delle pazienti”), che dei quotidiani (“Re dell’ipnosi violentava le anoressiche”) danno per assodata la natura intrinsecamente coercitiva dell’ipnosi, alimentando le tinte fosche con cui è gia ampiamente rappresentata nell’immaginario collettivo, e attribuiscono a chi la pratichi un potere irresistibile in grado di piegare le volontà di pazienti completamente succubi. I professionisti che praticano quotidianamente l’ipnosi per scopi terapeutici (in medicina come in psicoterapia) sanno che le cose stanno diversamente; ciò che duole loro constatare è la facilità con cui i media cedano alle sirene del sensazionalismo, trasformando un argomento tanto serio e spinoso in una faceta vignetta di malcostume.
Nel corso della puntata televisiva Mi Manda RaiTre del 07/11/2008, viene ospitata una delle vittime costituitesi parte civile contro i reati del Prof. Sodaro, che attraverso un racconto dettagliato e drammatico ricostruisce i fatti oggetto del processo. Appena una manciata di minuti sono dedicati dal conduttore al Prof. Guglielmo Gulotta, cui è data occasione di ristabilire un qualche accenno di verità riabilitando la pratica dell’ipnosi al rango di disciplina scientifica. A nostro parere, lo spazio dedicato a questo approfondimento non è stato sufficiente a sgonfiare il clima di condanna e indignazione (alimentati invece dai titoli in sovrimpressione: “Con l’ipnosi abusava della pazienti”) che, se avranno calamitato l’attenzione di molti telespettatori, sicuramente non hanno permesso loro di farsi un’opinione informata della problema.
Nell’articolo de La Repubblica del 26/10/2008, a titolo “Re dell’ipnosi violentava le anoressiche” tale contraddittorio non è presente, per quanto sia rintracciabile un timido tentativo di ristabilire in seconda battuta una prospettiva più equilibrata quando il giornalista cita gli atti del processo: il Prof. Sodaro avrebbe commesso i reati sulle pazienti in virtù della loro “incapacità di resistergli a causa delle loro condizioni di inferiorità psichica, da lui stesso aggravate mediante suggestione ipnotica» o, comunque «adottando una condotta insidiosa e fraudolenta (simulazione di atti terapeutici) o improvvisa, tale da non rendere possibile un’adeguata difesa». Solo quest’ultima concessione pare restituire quelle caratteristiche di serietà e responsabilità di cui gli organi di informazione del terzo millennio dovrebbero dotarsi approcciandosi ad argomenti tanto complessi e delicati. E’ opinione di chi scrive che questo dovrebbe valere tanto più quanto più i fatti di cronaca siano gravi, le persone danneggiate vulnerabili, e i vissuti chiamati in causa così emotivamente connotati.
Dr. Renzo Balugani
Dr. Roberto Blarasin
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2 Commenti:
Finalmente un commento sereno su una materia così delicata che viene affrontata dalla televisione pubblica in maniera incauta e poco professionale.
Basta fare audience e poi il fatto di demolire la professionalità e l'immagine delle persone, ancora in attesa di un giudizio definitivo,non conta.
21 novembre 2008 alle ore 15:14
Vedi l'intervista fatta dal tg2 ad un neurologo a proposito degli attacchi di panico: l'esperto rispondeva che la terapia elettiva del loro trattamento è "farmacologica, assolutamente". Buongiorno, terzo millennio...
11 dicembre 2008 alle ore 10:44
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